Biografia

 DSC_0308Andrea Ortuño nato a Firenze nel 1963, si è diplomato nel 1988 all’Accademia di Belle Arti di Firenze in discipline pittoriche. Dopo il diploma si trasferisce a Barcellona, dove prosegue la sua esperienza nella pittura astratta; ma presto avverte nel clima artistico giovanile catalano, una stanca ripetizione di modelli espressivi contemporanei, già noti nella cultura italiana anni settanta. Successivamente matura la convinzione che un ciclo storico si è concluso; nel ’93 rientra in Italia, si stabilisce nel vecchio studio di suo padre a Firenze. Riparte con la pittura figurativa dopo la parentesi astratta della metà anni ottanta. Lavora ad opere di grandi dimensioni il cui soggetto principale è la figura umana, rappresentata attraverso il nudo di schiena, come le coppie, figure uomo-donna, una accanto all’altra, formando un unica forma chiusa, archetipa, dipinte prevalentemente in bleu e verde come ‘summa’ evocative dell’essere umano, esse sono avvertite come ‘emblemi’ del destino dell’uomo chiamate “Anthropos”. Anche nel soggetto delle nature morte trasporta quel senso di sospesa incertezza che anima i nudi; inizia il ciclo dei “Quartetti’, composizioni di mele o limoni, non più pensate come natura morta, ma bensì come pura forma e colore che trascende dall’immagine reale. Passa lunghi anni, come dirà il critico Mario Bucci, a creare il suo stile prima di apparire in pubblico. Nel ’95 espone alla “Galleria Cimabue” e, nello stesso anno, apre presso il suo studio una scuola di pittura sia per studenti dell’Accademia, sia per privati. Nel ’98 pubblica il catalogo “Opere” recensito dallo stesso Bucci; viene preso a lavorare in esclusiva per tre anni alla Galleria “Arte Mia” di Roberto Masi a Firenze, iniziano le prime esperienze con il mercato dell’arte, partecipa a numerose esposizioni in Italia, tra cui la Expo di Roma del 1998 ed a varie pubblicazioni su riviste d’arte tra cui “Arte Mondadori”. Nel 2000 passa alla “Galleria Paviglianiti” di Firenze, continuando la serie di esposizioni anche all’estero, come la Art Expo International di San Francisco U.S.A del 2000. La Art Expo International di New York del 2001 e la Art International Miami (Florida) U.S.A del 2002. Seguiranno varie pubblicazioni sempre su “Arte Mondadori”. Nel 2004 espone alla galleria “Art Point Black” di Firenze e nello stesso anno fonda lo “Studio San Lorenzo” come scuola di pittura permanente. Nel 2007 espone al “Palagio di Parte Guelfa”, con il patrocinio del Comune di Firenze. Dal 2013 riprende la pittura del ritratto, concepito sempre meno come strumento di rappresentazione del soggetto, ma più come mezzo per sondare l’animo umano; in tal senso raccoglie in se tutte le esperienze maturate precedentemente per esprimere, attraverso il disegno e la pittura, una sintesi ‘semiologica’ non concettuale dell’immagine, per avvicinarsi maggiormente a una diretta introspezione umana. Nasce cosi il tema “Le Anime del Mondo”, serie di ritratti fatti a persone incontrate nei suoi viaggi o nel suo studio. – ”Ho ritratto persone lontane o vicine, conosciute o sconosciute, di differenti paesi del mondo, di lingue e culture diverse, ma alla fine ho scoperto che il significato vero di questo ‘viaggio nel anima’ con il ritratto, era la mia coscienza, la quale, man mano che dipingevo, all’approssimarsi della fine del quadro, si rigenerava, come se fosse avvenuto il ‘riconoscimento pieno’, ovvero constatavo essenzialmente che ogni singola persona si manifestava attraverso ‘l’immagine della sua anima’; essa è ‘visibile’ in ognuno di noi; in modo particolare nella sofferenza; muta grida tutta la sua immanenza, sconvolgendo tutte le nostre paure e indifferenze. L’anima ci ricorda che siamo esseri umani: Percepire il valore assoluto di ogni essere umano, al di la del bene e del male: l’anima come specchio divino che trascende ogni razionale comprensione.”