La pittura è il mezzo più complicato e allo stesso tempo il più vero che abbiamo per esprimere i nostri pensieri nel arte. Con la pittura lasciamo traccia non solo del nostro pensiero ma anche lasciamo traccia della nostra “capacità manuale”; la quale racchiude in se tutte le esperienze reali che abbiamo fatto per appagare i nostri bisogni più profondi. Pensiero e mano sono come per la filosofia il corpo e la mente nel concetto spirituale dell’essere. L’arte di un artista è “l’eterno tentativo” di sfuggire alla logica universale del destino del mondo, che tutto finisce e tutto rinasce ciclicamente. L’uomo ha inventato l’arte per sfuggire al tempo e al suo oblio. Qualcuno potrebbe obbiettare che sono debolezze umane. Comunque, nemmeno praticando il cinismo nichilista o il naturalismo panteista o l’assolutismo impersonale si ottengono delle vere risposte. L’arte di un artista è sempre stato un tentativo implicito nel dare significato con la bellezza a gli  interrogativi esistenziali che ci sovrastano da sempre. Noi chi siamo? da dove veniamo? e dove andiamo?

Nei miei ritratti cerco l’istante in cui si rivela il volto umano, colto improvvisamente nella sua intimità, sembra fissare l’osservatore ma in realtà guarda se stesso, lascia intravedere nella sua fragilità, il dramma universale dell’esistenza, lacerato intimamente da conflitti, insicurezze, vaga sospeso nel tempo. A volte, mi appare come testimonianza dello smarrimento dell’uomo contemporaneo di fronte alla sua progressiva spersonalizzazione, altre al contrario, come fortezza in grado di resisterli.

Autoritratto